Scoliosi: da un confronto con il nostro Ortopedico Federico Sacchetti

Scoliosi: da un confronto con il nostro Ortopedico Federico Sacchetti

http://www.guglielmofelici.it/valutazione_radio.html
SCOLIOSI IDIOPATICA
VALUTAZIONE RADIOGRAFICA

Va effettuata praticando radiogrammi della colonna dall’occipite al sacro, in stazione eretta, nelle due proiezioni antero-posteriore e laterale (su lastre 30 x 80).

Dai radiogrammi si possono evidenziare:

  1. la sede della o delle curve

  2. i gradi delle curve secondo il metodo di Cobb che si può agevolmente impiegare attenendosi alle seguenti regole (fig. 12): si tirano dapprima due linee orizzontali di cui una sul margine superiore della vertebra terminale superiore, l’altra sul margine inferiore della vertebra terminale inferiore (le vertebre terminali sono quelle situate ai limiti superiore e inferiore di una curva, e che presentano l’inclinazione massima verso la concavità della curva stessa); si tirano poi altre due linee perpendicolari alle precedenti , misurando il loro angolo di intersezione. Il metodo di Cobb, rispetto a quello di Risser-Ferguson, viene consigliato dalla Scoliosis Research Society. Le frecce tratteggiate nella figura non convergono verso la concavità da misurare per cui le vertebre non sono terminali e sono in un’altra curva, sopra o sotto la curva da misurare.

  3. l’età ossea effettiva o fisiologica del paziente (che non sempre coincide con l’età cronologica) si valuta con il test di Risser che studia lo stadio di maturazione del nucleo di ossificazione dell’ala iliaca (fig. 13) o attraverso la ricerca dei nuclei di ossificazione epifisari della vertebra (anello epifisario o “ring apophysis”) (fig. 14).

  4. l’eventuale presenza di malformazioni congenite con particolare attenzione al passaggio lombo-sacrale (spondilo-lisi e spondilo-listesi )

.fig 14 – Valutazione diretta del grado di crescita della colonna attraverso la presenza della “ring apophysis” vertebrale.
fig 14 – Valutazione diretta
del grado di crescita della
colonna attraverso
la presenza della
“ring apophysis”
vertebrale

 

vedi descrizione nel testo
Fig 12 – Vedi descrizione nel testo

il segno di Risser
Fig. 13 –
Risser 0 = non è presente il nucleo di ossificazione sulla cresta iliaca;
Risser 1+ = iniziale presenza del nucleo con copertura di 1/4 della cresta iliaca;
Risser 2+ = copertura di 2/4 della cresta iliaca;
Risser 3+ = copertura di3/4 della cresta iliaca;
Risser 4+ = copertura di 4/4 della cresta iliaca;
Risser 5+ = avvenuta fusione; la colonna ha ormai stabilizzato la crescita.
Il segno di Risser è una indiretta valutazione del grado di crescita della colonna.

 

 

 

 

 

 

 

Prognosi

Data una curva scoliotica quale sarà il suo destino?
Il concetto di prognosi va inteso nel senso di aggravamento potenziale obbligato, poiché, eccettuate alcune forme, rare, di scoliosi idiopatica dell’infanzia, che guariscono spontaneamente (resolving), per tutte le altre forme la previsione non comporta la guarigione e tutte hanno un diverso potenziale evolutivo.
L’osservazione sempre più frequente di numerosi casi di scoliosi strutturata, che presentano curve lievi radiografiche e gibbi modesti, ha indotto il Prof. Alberto Ponte a verificare (presso il Centro di Deformità Vertebrali dell’Ospedale Santa Corona di Pietraligure –SV, in 6 anni, dal 1975 al 1980), se dalla rotazione fissa e quindi dalla misurazione del gibbo, fosse stato possibile dedurre l’evolutività di una curva scoliotica; egli ha quindi sottoposto a misurazioni periodiche del gibbo, durante l’intero periodo puberale, numerosi soggetti con scoliosi strutturata (circa 5000).
Dai risultati di questo studio ha potuto stabilire i limiti massimi per gibbo, nei vari tipi di curve, dopo i quali una scoliosi è, in forte percentuale, ad alta evolutività in rapporto alla maturità/immaturità scheletrica vertebrale .

Questi limiti sono i seguenti:

  • 13 mm per gibbo da una curva toracica semplice

  • 12 mm per gibbo toraco-lombare semplice

  • 11 mm per gibbo lombare

  • 9 mm per gibbo da una delle due curve toraco-lombari doppie

  • 8 mm per gibbo da curva toracica doppia o alta

Superati questi limiti, in epoca puberale, la scoliosi si aggrava sempre, qualunque possa essere il valore angolare della curva.
Per esempio, una curva radiografica di 20° toracica semplice , ma con uno gibbo clinico di 23 mm, è altamente evolutiva necessitando un trattamento immediato; mentre una curva lombare di 34° ma con soli 6 mm di gibbo richiede solo controlli periodici.
In quello studio effettuato dal Prof. Ponte (e presentato in più Congressi) troviamo il più importante e semplice criterio prognostico della scoliosi: il gibbo è l’aspetto principale della deformità e rappresenta il primo segno della evolutività; l’indicazione al trattamento incruento della malattia non è più posta in base al solo valore angolare della curva sul radiogramma, ma in base alla gravità clinica della deformità e cioè al tipo ed entità della rotazione e quindi all’altezza del gibbo. Questo indirizzo seguito nel trattamento dei pazienti scoliotici ci ha portato a confermare in pieno la validità del metodo che oltretutto ha consentito una netta limitazione all’esposizione di raggi x nei pazienti sottoposti a controllo (fig. 15).

Un’attenta osservazione clinica evita inutili esposizioni ai raggi X.
Fig 15 – Un’attenta osservazione clinica evita inutili esposizioni ai raggi X.

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