Riabilitazione dopo intervento chirurgico di discectomia

Riabilitazione dopo intervento chirurgico di discectomia

Scritto da Daniele Checcarelli Petrucci 

Riabilitazione dopo intervento chirurgico di discectomia

La riabilitazione ricopre un ruolo di primo piano dopo l’intervento chirurgico perché ha come obiettivo il recupero della funzione. Se grazie all’atto chirurgico viene ripristinata l’integrità delle strutture, attraverso la rimozione della causa della patologia, con la riabilitazione si procede verso il ritorno al livello di attività precedente la patologia e si previene il manifestarsi di altri episodi di lombosciatalgia. La rieducazione inizia precocemente dopo l’intervento e procede per obiettivi a complessità crescente, sempre subordinati al tempo biologico di guarigione dei tessuti interessati dall’atto chirurgico. Fondamentali sono le disposizioni del Chirurgo dettate dal tipo di intervento, dalla gravità delle alterazioni anatomiche causate dalla patologia, da eventuali condizioni patologiche associate. Gli obiettivi del programma di recupero sono: 1-educazione del paziente, 2-riacquisizione dei normali movimenti e della flessibilità del rachide, 3-rinforzo dei muscoli stabilizzatori, 4-rieducazione alla corretta postura del rachide 5-recupero del controllo della colonna durante le attività. Venendo a descrivere le tappe fondamentali, 1-Il paziente è il protagonista di tutto l’iter riabilitativo e risultati migliori in termini di recupero si hanno solo se questo collabora e aderisce a pieno al progetto riabilitativo. Il paziente deve ricevere dai riabilitatori una corretta informazione su cos’è e come funziona la colonna vertebrale, cos’è la lombosciatalgia e quali sono le cause che la determinano nonché elementi di ergonomia. Al primo impatto possono apparire come argomenti di scarsa importanza invece sono indispensabili perché il soggetto possa prendere consapevolezza del proprio problema per attuare la corretta gestione della colonna ed evitare i movimenti e le attività potenzialmente pericolose. 2-Dopo aver ripreso il carico in maniera progressiva e controllata si mette in atto il recupero graduale di tutti i movimenti della colonna senza dolore attraverso esercizi di mobilizzazione specifici che coinvolgono oltre al tratto lombo-sacrale anche quello dorsale e cervicale, gli arti superiori ed inferiori. Il forte dolore della lombosciatalgia porta a limitazione dei normali movimenti e a ridotta flessibilità della muscolatura quindi in questa fase è importante anche eseguire esercizi per incrementare l’elasticità in particolare dei muscoli degli arti inferiori, ricordando che il dolore in questa patologia si irradia proprio ad uno o entrambi gli arti. 3-Il potenziamento dei muscoli stabilizzatori, in particolare quelli della regione dorso-lombare e gli addominali ha lo scopo di proteggere la colonna durante i movimenti e di ridurre lo stress meccanico a livello dei dischi. Il concetto fondamentale in questa fase è quella di trasmettere al paziente, attraverso esercizi specifici, delle strategie per la gestione della colonna da attuare quotidianamente nell’attività lavorativa e sportiva. 4-L’educazione posturale consiste nel recupero e nel mantenimento delle normali curve della colonna. Anche in questo caso gli esercizi ricreano le situazioni che il paziente incontrerà nella vita di tutti i giorni e prevedono l’acquisizione della consapevolezza e del controllo della colonna durante posizioni e movimenti. 5-Ultimo ma non meno importante il recupero del controllo del rachide durante attività. Fondamentali in questo caso esercizi di propriocezione, di coordinazione e di equilibrio. Questa fase utilizza tutte le capacità riacquisite precedentemente integrandole in modo da attuare strategie motorie più complesse. L’obiettivo è quello di ricreare le condizioni per un funzionamento ottimale della colonna ed evitare posture, atteggiamenti o movimenti che possono condurre ad alterata distribuzione delle forze con comparsa di alterazioni dei dischi intervertebrali. Studi dimostrano che la riabilitazione precoce, dopo intervento chirurgico, conduce ad un recupero funzionale più rapido e ad un ritorno alle attività della vita quotidiana e lavorative più precoce rispetto all’inattività o ad un periodo di riposo prolungato.

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