03 Gen PIEDE PIATTO
Il post seguente dettaglia e completa quello precedente sulle misure utili per far diagnosi di piede piatto durante l’età evolutiva.
Le misure servono appunto a stabilire su come agire; se in ambito conservativo attraverso la triade ortopedico, tecnico ortopedico e fisioterapista o se in ambito chirurgico.
Quest’ultimo, a seconda dell’età del paziente, può definire i margini di correttiva disponibili.
Il limite infatti per un intervento in tal senso è indicato entro i 14aa di età.
Il piede rappresenta il nostro contatto col suolo e quindi non pone solo un’informazione fine a se stessa ma oltre ad esser un grande recettore ci mette di fronte a come anche il resto delle articolazioni degli arti inferiori e mediane si comportino.
È facile infatti trovare delle ginocchia con valgismo o recurvato, sbilanciamenti o adattamenti della colonna stessa.
Tutti gli strumenti recettoriali e propriocettivi come piedi, occhi (sguardo orizzontale) impongono una serie di atteggiamenti e compensi alla nostra postura.
È giusto quindi monitorare,specie durante la crescita, l’evoluzione di questi schemi, al fine che non diventino patologici o poco funzionali.
Se nel post precedente si è citato l’angolo di Costa Bertani in questo voglio evidenziare quello di Kite, il più utile per delineare se il paziente sia chirurgico o meno.
Nella foto trovate il dettaglio.
