L’ASSUNZIONE DEL LATTE NELLA DONNA IN MENOPAUSA E AL PRIMO STADIO DI OSTEOPOROSI AIUTA O NO A MANTENERE UN BUONO TONO CALCICO?

L’ASSUNZIONE DEL LATTE NELLA DONNA IN MENOPAUSA E AL PRIMO STADIO DI OSTEOPOROSI AIUTA O NO A MANTENERE UN BUONO TONO CALCICO?

Presto vi pubblicheremo qui l’intervista completa fatta al nostro nutrizionista RICCARDO BATTISTA.
Per ora vi riportiamo qui in basso dei piccoli cenni e la spiegazione di cosa sia una dieta alcalina:

La popolazione media è una grandi consumatrice di latte , in questo caso , parliamo di un target ben preciso, la donna in menopausa che inizia aver problemi di osteoporosi. Qual’è il tuo punto di vista?

“Il latte in una donna in menopausa non aiuta a prevenire l’osteoporosi anzi tutt’altro per le sue proprietà chimiche tende a tirar fuori calcio dalle ossa stesse”

Allora quale alimento consiglieresti?

” Non le si deve consigliare un alimento ma una condizione organica, quindi alcalina, che non richiama ne il calcio alimentare ne quello dalle ossa. Il latte infatti tende a stimolare la fuoriuscita del calcio dallo scheletro per effettuare una reazione TAMPONE”

Quindi all’atto pratico alle tue pazienti cosa diresti?

“Il calcio lo si trova, in mandorle e in tantissimi vegetali.
Una dieta equilibrata alcalina GARANTISCE un decorso post menopausa eccellente”

Per il resto dell’intervista vi rimandiamo a qualche giorno.
Proseguendo trovate una piccola definizione di DIETA ALCALINA
Dieta alcalina
La dieta alcalina privilegia l’assunzione di alimenti alcalini – come vegetali, frutta fresca, tuberi, noci e legumi – limitando gli alimenti acidi, come cereali, carni e formaggi; sono inoltre sconsigliati alcolici, bevande gassate tipo cola e cibi molto salati.
La dieta alcalina si basa sulla considerazione che un’alimentazione ricca di cibi acidi finisce col disturbare il bilancio acido-base dell’organismo, promuovendo la perdita di minerali essenziali, come il calcio ed il magnesio contenuti nelle ossa. Tali alterazioni favorirebbero la comparsa di un’acidosi cronica di grado lieve, che a sua volta sarebbe un fattore predisponente per alcune malattie e per un senso di malessere generale.
La dieta alcalina consiglia di consumare ogni giorno il 70-80% di alimenti alcalini ed il 20-30% di alimenti acidi. Tale modello alimentare è nettamente più vicino a quello seguito dall’uomo fino alla scoperta dell’agricoltura rispetto all’attuale.
Come stabilire quando un elemento è acido?

L’acidità di un alimento non si misura allo stato fresco, ma sulle ceneri (minerali) che rimangono dopo la combustione. Queste sostanze inorganiche, quindi non metabolizzabili, possono comportarsi come acidi o basi, e come tali partecipare al mantenimento del normale pH organico.
Il limone, ad esempio, ha un pH molto basso, legato all’abbondante presenza di acido citrico; viene comunque considerato un alimento alcalino perché le sue componenti acide hanno natura organica e come tali vengono facilmente metabolizzate dall’organismo ed eliminate con la respirazione, mentre quelle basiche inorganiche vi permangono più a lungo.
Gli elementi che danno luogo alla formazione di acidi, diminuendo il pH urinario, sono lo zolfo, il fosforo ed il cloro, mentre i cibi ricchi di sodio, potassio, magnesio e calcio sono considerati alcalini.

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