11 Mag COS’ E’ UN LIMITE?
Nell’accezione negativa identifica una difficoltà, l’incapacità di arrivare ad un risultato o ad un obiettivo prefissato.
Un limite è quindi posto con questa chiave di lettura come un valore non gratificante anzi pone una differenza tra chi lo ha e chi invece no.
Ciò però non è completamente veritiero, ci può esser di più.
Ovvero si può invertire la prospettiva e osservarne altri significati.
Mentre trattavo un bimbo oggi, avevo di fronte la sua mamma e appunto son emersi due temi fondamentali per qualsiasi piccola creatura uno è sicuramente il RITMO o i RITMI.
Essi son fondamentali per la routine, per uno sviluppo fisiologico di ogni essere vivente.
L’altro era il concetto di LIMITE.
Un bimbo vive un periodo importante del suo sviluppo cellulare all’interno dell’utero.
Bene proprio lungo il suo percorso quando esso volge verso la fine apprende cosa significhi esser protetto in uno spazio chiuso, esser quindi all’interno di un limite.
La sua vita fin quando non sarà fuori si adatterà a quell’ambiente.
Anzi è già predisposto per viverci e gli stimoli che ne riceve rinforzeranno la sua struttura e le sue funzioni di sopravvivenza e crescita.
Una volta nati, noi tutti perdiamo questo concetto materiale del limite fisico.
Spariscono le pareti che ci proteggevano, in parte spariscono gli echi dei ritmi materni.
Venire al mondo per un bimbo è anche la possibilità una volta adattato di acquisire spazi, energia e tanto altro.
Una fame incredibile verso ogni punto di luce, di vita.
In tutto ciò il bimbo può esser visto come una forma parassitaria, ha voglia di acquisire tempo e spazio di chi lo accudisce ed è attorno a lui.
È in fondo un essere sociale sin dai primi giorni.
Bene, il concetto di limite oramai è possibile solo attraverso una figura, solo attraverso una coppia di individui.
Non più una condizione fisica ma di concetto, di percezione e prospettiva.
Noi genitori siamo lì per accudirli, per esser nell’ombra e al contrario per esser fari.
Ma noi siamo lì anche per insegnare ai nostri figli a capire che esistono confini e limiti da rispettare affinché ad un INDIVIDUO si possa veramente accostare il termine SOCIALE.
Senza di essi e senza definire cosa è possibile e cosa no, cresceremo qualcuno che andrà facilmente alla deriva.
Grazie a mamma Simona…
