Il cortisolo

Il cortisolo

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Il cortisolo (chiamato comunemente “ormone dello stress“) è il principale ormone glucocorticoide. E’ chiamato volgarmente così perchè la sua secrezione aumenta in concomitanza degli eventi più stressanti a cui è sottoposto il nostro corpo, a partire dall’allenamento fino alle infezioni, infiammazioni, interventi chirurgici ed eventi psichici avversi (ansia, paura, spavento ecc…). E’ spesso considerato un cattivo, poichè ha funzione catabolica ed iperglicemizzante, ma in realtà è un ormone fondamentale per il nostro sistema immunitario, senza di esso infatti non potremmo vivere. Aiuta infatti a sostenere le cellule dell’infiammazione che, come nel caso dei globuli bianchi, non possedendo mitocondri, possono utilizzare solamente glucosio. In situazione d’infiammazione locale e soprattutto generalizzata è indispensabile la sua azione di aumento della glicemia per sostenere appunto la risposta anti-infiammatoria.

Dove viene prodotto?

Ghiandole_surrenali

Viene prodotto nelle ghiandole surrenali, in particolare nella zona fascicolata.

Il surrene è una ghiandola endocrina situata sopra il rene.

Sono costituite per il 90% da una zona più esterna (zona corticale) e per il 10% da una più interna (zona midollare). La zona corticale produce determinati ormoni (aldosterone, cortisolo e ormoni sessuali); la zona midollare, invece, produce altri ormoni (adrenalina noradrenalina).

La zona corticale è divisa a sua volta in zona glomerulare, fascicolata e reticolare.

La zona glomerulare produce i  mineralcorticoidi, in particolare l’aldosterone, responsabile della concentrazione ionica di potassio e sodio a livello dei tubuli renali distali. La loro concentrazione regola il riassorbimento distale di acqua e quindi la quantità di urine prodotta.

La zona fascicolata produce i glucocorticoidi, come abbiamo detto cortisolo e cortisone, di cui ne discuteremo in seguito meglio.

Infine, la zona reticolare produce gli ormoni sessuali sia maschili che femminili.

Le Funzioni del Cortisolo

Il cortisolo è uno dei principali ormoni che regolano il mantenimento del livello di glucosio nel sangue. Come abbiamo precedentemente detto questo è molto importante per il sostegno delle funzioni antiinfiammatorie.

E’ un ormone che è in contrasto con l’insulina (i loro livelli sono spesso opposti), come il glucagone ed il GH. E’ iperglicemizzante e catabolico, ovvero promuove la degradazione dei substrati energetici quali glicogeno, proteine e lipidi per aumentare appunto il livello di glucosio quando richiesto (soprattutto in condizioni di stress quando le richieste metaboliche aumentano e nei periodi di restrizione calorica e digiuno).

E’ un ormone quindi lipolitico e promuove l’utilizzo dei grassi a scopo energetico ma un costante aumento del suo livello nel sangue diminuisce la sensibilità dei tessuti al glucosio ed aumenta i livelli di glicemia nel sangue, creando una situazione di insulino-resistenza e portando quindi ad un potenziale aumento di massa grassa. E’ per questo che nei periodi stressanti si tende ad ingrassare, in particolar modo in alcuni punti del corpo, per esempio aumenta il contenuto di grasso viscerale nel tronco, uno dei fattori di rischio più importanti d’insorgenza di malattie cardiovascolari. Il cortisolo ha inoltre un’alta affinità per i recettori dei mineralcorticoidi, come l’aldosterone. Abbiamo visto che la sua funzione è quella di controllare la concentrazione degli ioni sodio e potassio per regolare il bilancio idrico. Un aumento dei livelli di cortisolo aumenta la concentrazione di questi ioni e quindi la quantità d’acqua che viene trattenuta dal nostro corpo causando quindi ritenzione idrica.

I cicli circadiani

Il livello di cortisolo segue delle variazioni cicliche nell’arco della giornata.

 

E’ presente il picco maggiore verso le 8 di mattina, uno dei momenti più stressanti, quando il corpo si sveglia e provenendo da un lungo digiuno notturno ha bisogno di aumentare la glicemia nel sangue per rendere disponibile velocemente una quantità di glucosio sufficiente ai tessuti per svolgere le attività della mattinata.

Con il passare delle ore il suo livello diminuisce gradualmente fino ad arrivare al picco negativo alle 21 ed alle 4 di notte (quando invece abbiamo il massimo picco di GH) ed aumenta bruscamente poi verso le prime ore del mattino.

Alimentazione e Cortisolo

cortisolo-circadiano

Su questo grafico si basano molte teorie sull’alimentazione, in particolare sulla colazione ed il post-workout, i momenti in cui i livelli di colesterolo sono ai livelli massimi.

Alcuni sostengono che sia necessario assumere dei carboidrati a rapida assimilazione in questi momenti per stimolare un aumento di insulina che andrebbe quindi a contrastare il cortisolo, abbassandolo.

Altri, invece, consigliano il digiuno in questi momenti per mantenere i livelli naturali il cortisolo ed assumere poi dei carboidrati complessi più tardi. Quest’ultima teoria si basa sul fatto che in queste condizioni la betaossidazione degli acidi grassi è massima ed introducendo dei carboidrati si avrebbe un’alta disponibilità nel sangue sia di zuccheri che di grassi, una situazione chiaramente da evitare. Inoltre alti valori di cortisolo riducono lo spostamento dei recettori GLUT-4 dal citoplasma alla membrana delle cellule muscolari riducendo quindi l’up-take del glucosio da parte dei tessuti, che non andrebbe quindi ad essere utilizzato ma immagazzinato.

C’è da dire che in questi casi l’utilizzo di carboidrati semplici andrebbe a riempire le riserve di glicogeno epatico (nel caso della mattina) e muscolare (nel post-allenamento) che sono state svuotate rispettivamente dal digiuno notturno e dall’allenamento. Non andrebbero quindi ad essere immagazzinate sottoforma di lipidi, un processo molto dispendioso per l’organismo.

Non ci sono comunque evidenze scientifiche che si orientano più su una teoria che sull’altra, tutto sta quindi a provare personalmente quanto spiegato ed utilizzare la strategia con la quale andiamo meglio ed il corpo risponde più positivamente.

 

 

 

 

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