La tendinite calcifica della spalla: cosa è, come si tratta.

La tendinite calcifica della spalla: cosa è, come si tratta.

calcificazione_radiografia

Un piccolo percorso per il paziente per capire cosa causa il dolore alla spalla e cosa si può fare per trattarlo.

calcificazione radiografiaLa tendinite calcifica è una causa molto comune di dolore alla spalla nella popolazione adulta e si presenta tipicamente con un dolore intensissimo che si presenta senza nessuna giustificazione apparente. Nonostante la sua presentazione drammatica che compromette talvolta completamente anche le attività più semplici, non è una malattia grave e perlopiù tende a risolversi spontaneamente.

Diventa dunque difficile capire quando e per raggiungere quale scopo bisogna ricorrere ad un trattamento.

La dimensione del fenomeno
Un classico studio storico su oltre dodicimila spalle ha evidenziato che nella popolazione sotto i 40 anni si trovano calcificazioni tendinee in circa il 3% del campione studiato e inoltre di queste solo il 35% diventa sintomatico. Specificamente si tratta di donne tra i 30 e i 60 anni, il lato dominante è più spesso coinvolto e talora si può trattare di una patologia bilaterale. Il tendine più spesso coinvolto è il sopraspinato.

Come mai la malattia si sviluppa?
Nessuno è riuscito a dimostrare la causa di questo fenomeno. Sono state ipotizzate diverse teorie che correlano la malattia con l’ipotiroidismo, senza però che vi sia un’associazione esclusiva con questa disfunzione endocrina. Può esserci anche il ruolo di un’infiammazione cronica del tendine o una situazione di sovraccarico continuo della spalla. Si tratta sostanzialmente di una malattia che il medico chiama “idiopatica”, in parole povere si sa ceh cosa è ma non si sa esattamente perchè viene.

Le fasi della malattia
Secondo la teoria patogenetica largamente accettata la formazione del deposito di calcio segue tre fasi ben distinte. Una pre-calcifica in cui c’è un’involuzione fibrosa del tendine con probabilmente un ridotto apporto di sangue al tendine. Segue una fase calcifica in cui la cicatrice viene sostituita da sali di calcio: in questa fase si riconoscono un primo momento di deposizione di calcio, un momento di riposo, un ultimo momento di riassorbimento. Segue una fase post-calcifica di riparazione del tendine.
Non c’è una regola che stabilisce la durata del processo, ma spesso la fase più dolorosa è quella del riassorbimento (per questo motivo la fase molto dolorosa è quella ideale per il trattamento del lavaggio eco-guidato della calcificazione).

Perché trattare le calcificazioni della spalla?
Fino a questo momento abbiamo capito che la tendinite calcifica non è grave, è poco prevedibile nel suo andamento e si risolve spontaneamente prima o poi. Ma allora perché devo fare dei trattamenti? Nessun trattamento è obbligatorio nella tendinite calcifica della spalla. Lo solo scopo della terapia è ridurre il dolore ed evitare un danno troppo elevato al tendine in cui la calcificazione si sviluppa. A tale scopo esistono tre tipi di trattamento che cercheremo di analizzare per capirne vantaggi e svantaggi.

Le onde d’urto
Si tratta di bombardare la calcificazione meccanicamente dall’eserno del nostro corpo, focalizzando l’azione sul punto della calcificazione in modo da favorirne la frammentazione e il riassorbimento. Il vantaggio facilmente intuibile è la non invasività della procedura e un elevato livello di efficacia negli studi clinici pubblicati. Gli svantaggi sono il fatto che sono dolorose durante l’esecuzione, richiedono più sedute (generalmente 3) e richiedono un macchinario che può non essere presente in maniera capillare sul territorio. Esistono poi alcuni aspetti controversi sull’energia che deve essere utilizzata e il numero di pulsazioni per seduta.

Il lavaggio eco-guidato
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Consiste nel posizionare uno o due aghi all’interno della calcificazione e lavare via il contenuto con fisiologica calda. Il vantaggio consiste nella rimozione meccanica della calcificazione in una sola seduta con una spesa ridotta e con un’anestesia locale ambulatoriale. Gli svantaggi consistono nel fatto che il risultato è influenzato dall’esperienza dell’operatore, è comunque una procedura invasiva e si può sviluppare una borsite reattiva dopo la procedura che provoca un peggioramento del dolore per qualche giorno.

Ecco un esempio di un lavaggio ecoguidato, per saperne di più esiste un articolo dedicato a questa procedura: “Le calcificazioni si sciolgono in un bicchiere d’acqua”

L’asportazione in artroscopia

calcificazione_artroscopia
calcificazione artroscopiaConsiste nell’eseguire un vero e proprio intervento chirurgico per rimuovere la calcificazione sotto visione diretta. Tale procedura è senza dubbio la più accurata e permette anche di trattare eventuali lesioni associate (per esempio un danno al tendine). Sicuramente tra i suoi svantaggi ci sono l’invasività e i rischi anestesiologici.

Nell’immagine si vede una calcificazione (bianca) fatta uscire con un’ago dall’interno del tendine. In fase dolorosa le calcificazioni sono pastose, molto simili al dentifricio come consistenza e aspetto. L’accuratezza del gesto chirurgico in artroscopia essendo eseguito sotto visione diretta è estremamente preciso.

Cosa fare dunque se si ha un dolore acuto alla spalla senza alcun apparente motivo?
La cosa migliore è fare un tentativo con il riposo e un antinfiammatorio prescritto dal medico di famiglia. Ma se non c’è una risposta in pochi giorni la cosa più utile è eseguire una semplice radiografia e recarsi dallo specialista. Insieme si sceglierà il trattamento più opportuno: se è presente una calcificazione in fase dolente, il più delle volte è possibile aspirarla con un lavaggio ecoguidato risolvendo in una sola seduta il problema.



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