NON MI PIACE NAVIGARE A VISTA

NON MI PIACE NAVIGARE A VISTA

Quando faccio la valutazione, dopo aver svolto l’anamnesi, mi piace crearmi dei riferimenti visivi.
Creare una mappa delle aree che ritengo importanti da trattare in base ai test di movimento, ovvero quello che concerne la biomeccanica del paziente.
Ritengo ciò una condizione primaria, il canavaccio su cui improntare un lavoro.
È uno schema e come tale è un’opera con limiti e ragionamenti se pur professionali comunque personali.
Ma tale costruzione è ORIENTATIVA. Il paziente è in stazione eretta sottoposto alla gravità e la sua distribuzione dei carichi è diversa dallo stare steso su un lettino.
Per questo rafforzo il concetto di costruzione raffigurativa.
La struttura rimane qualcosa di tangibile e sicuramente in un individuo c’è anche tanto altro come per esempio, il suo ruolo nell’ambiente, il suo vissuto.
Sta di fatto che crearsi degli appoggi è la base per qualsiasi azione, a maggior ragione per un terapeuta.
Mi piace il fasciale, mi piacciono le relazioni viscerali, le tecniche sul sistema neurovegetativo ma un buon lavoro di pulizia ritengo che sia primario.
SENZA UN FULCRO NON CI SAREBBE UNA LEVA
Concetto universale anche sul piano motivazionale.
Dott. Di Noia Andrea
Osteopata-Fisioterapista


Chiama Ora