18 Apr ELASTOFIBROMA DEL DORSO
L’elastofibroma dorsi è una neoformazione benigna del torace costituita da un’intima aggregazione di fibre collagene, elastiche e tessuto adiposo. La sede elettiva è rappresentata dalla regione infrascapolare, profondamente al piano dei muscoli grande romboideo, grande rotondo e latissimo del dorso.
Riguardo alla sua reale natura, l’opinione generale è attualmente divisa tra quelli che la ritengono una neoplasia vera e quelli che invece la considerano come una risposta proliferativa del tessuto collagene a stimoli meccanici ripetuti.
La maggiore incidenza, osservata da alcuni Autori, tra gli individui impegnati in lavori manuali pesanti sembrerebbe avvalorare la seconda ipotesi, ma ciò non trova unanime conferma in letteratura. Di fatto, pur trattandosi di una lesione benigna, facilmente confondibile con i più frequenti lipomi, al riscontro operatorio essa manifesta aspetti che la assimilano maggiormente ai sarcomi e ai tumori desmoidi. È facile comprendere come tali caratteristiche possono avere risvolti negativi sotto il profilo terapeutico se l’elastofibroma dorsi non è stato considerato nell’elenco delle possibili diagnosi differenziali o peggio se l’intervento è stato eseguito in anestesia locale nel sospetto di un comune lipoma.
L’elastofibroma dorsi è stato descritto per la prima volta da Jarvi e Saxen nel 1961. la reale frequenza della patologia ha una incidenza compresa tra il 2 e il 24%. L’età media è in genere di oltre 55 anni e il sesso femminile risulta nettamente più colpito (rapporto femmine/maschi 5-13:1) . Sebbene siano state descritte anche altre localizzazioni la sede elettiva è quella sottoscapolare (99%) con prevalente interessamento del lato destro; nel 10 % è dei casi può avere sviluppo bilaterale.
Dal punto di vista clinico, circa la metà dei pazienti è asintomatica, nel 25% dei casi viene riferita una sensazione di scatto durante i movimenti del braccio e solo nel 10% dei casi è presente dolore più o meno intenso con limitazione antalgica dei movimenti. Oltre alle caratteristiche cliniche e all’esame obiettivo, gli esami strumentali possono svolgere un ruolo decisivo nel porre diagnosi di elastofibroma dorsi. In letteratura sono variamente riportati i vantaggi della ETG, della TC e della RMN, anche se nessuno di essi sembra in grado di giungere alla diagnosi corretta in assenza di un preciso sospetto clinico. La diagnosi differenziale include lipomi, neurofibromi, liposarcomi, tumori dermoidi e l’ipertrofia delle borse sottoscapolari.
Trattandosi di una lesione benigna l’indicazione chirurgica è raccomandata in caso di dolore, limitazione funzionale dell’arto e per motivi estetici. Il trattamento chirurgico consiste nell’asportazione della neoformazione e non prevede il rispetto di alcun margine di sicurezza. Sono stati riportati casi di recidiva mentre non sono stati mai descritti casi di degenerazione maligna.
In conclusione, nonostante la sua rarità, l’elastofibroma dorsi dovrebbe essere sempre sospettato di fronte alla comparsa di una tumefazione in sede sottoscapolare, soprattutto nel sesso femminile ed in età avanzata. La coesistenza di un’analoga localizzazione controlaterale deve essere sempre ricercata. L’intervento è indicato nei casi sintomatici e deve limitarsi alla semplice asportazione della lesione.