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“Ho dolori alla cervicale che mi procurano mal di testa e poi stringo pure i denti” Come per altri distretti corporei, i dolori alla cervicale sono interconessi con altri stati tensivi che portano a determinati sintomi. Uno tra questi è anche il mal di testa o le problematiche mandibolari. È evidente come tali condizioni siano relazionate allo stila di vita, ai forti stress che ci si trova dinnanzi o meglio ancora all’interpretazione e al peso che ad essi si dà. In ambito della terapia...

“Ho un dolore tra le scapole che non mi passa oramai da tanto tempo?” Spesso durante la prima seduta, i pazienti, nel raccontare l’esordio dei loro dolori non quantificano in maniera esatta. Da un punto di vista temporale quest’assenza di un dato così rilevante può significare varie opzioni. Tra queste ci può stare che il paziente non lo avverte in maniera acuta, ne ha un ricordo magari nel passato, seguito da una fase silente o meno rilevante che precede la ripresentazione e quindi...

Quando faccio la valutazione, dopo aver svolto l’anamnesi, mi piace crearmi dei riferimenti visivi. Creare una mappa delle aree che ritengo importanti da trattare in base ai test di movimento, ovvero quello che concerne la biomeccanica del paziente. Ritengo ciò una condizione primaria, il canavaccio su cui improntare un lavoro. È uno schema e come tale è un’opera con limiti e ragionamenti se pur professionali comunque personali. Ma tale costruzione è ORIENTATIVA. Il paziente è in stazione eretta sottoposto alla gravità e la sua...

A 16 anni mi procurai una lesione muscolare di 4 cm al bicipite femorale della coscia sinistra, praticamente un buco sul muscolo. Mi dissero di mettere il ghiaccio ed io nella mia ignoranza e sufficienza non pensai a mettere nemmeno un panno. Morale della favola, mi ritrovai la tavoletta gelida, stampata sulla faccia posteriore della coscia. A distanza di anni e nella veste ora di terapista mi ritrovo ogni tanto qualche sportivo che incappa ancora in questo errore: Attività/ trauma/ Ghiaccio e a concludere...

Tra gli aspetti importanti di un osservazione e inquadramento di un possibile disturbo temporo mandibolare c’è il parametro del parallelismo della linea interpupillare con la linea del piano occlusale. Quando queste non lo sono è probabile ci sia un elemento disfunzionale a carico della articolazione della mandibola. Se invece le linee si presentano inclinate anche se parallele potrebbe esserci un disturbo derivante da un segmento cervicale o un alterazione legata alla vista come in un caso di un astigmatismo non corretto. Il volto...

Il sistema viscerale con i suoi neurotrasmettitori, le sue funzioni: un elemento che interagisce con il sistema miofasciale condizionandone funzioni come il metabolismo, l’attività contrattile fino allo stato di salute o ad uno invece infiammatorio. Non inserirlo in un trattamento è errato. La valutazione con i test spazio/tempo ci permette di capire quanto sia implicato nel dolore riferito dal paziente. La globalità è sinonimo di multifattorialità: in eventi psichici, neuro endocrini si trova spesso la scatola nera e le cause del dolore che...

Le unghie delle mani e dei piedi sono al centro dell’attenzione , specie da parte delle donne , ormai da diversi anni, se ne vedono di colorate, allungate, delle più svariate forme e fantasie , proprio per questo si è sviluppata la tendenza ad osservarle e a curarle di più. Purtroppo a causa di una mal informazione e di campagne pubblicitarie sempre più frequenti si crede che qualsiasi alterazione dell’unghia sia da attribuirsi alla cosidetta micosi, ma che cos’è la...

Ascolto, palpazione, osservare le reazioni e il ritmo dei tessuti, cosa è veramente funzionale e cosa no. Ho fatto post in passato dove sottolineavo tra il pre ed il dopo dì una seduta, quelli che erano i cambiamenti corporei sul paziente, in primis il recupero dì alcune simmetrie. Sono buoni risultati ma non devono trarre in inganno. Anche a me piace curiosare tra i video e post dì colleghi che stimo e mi sono quindi imbattuto in un video dì Giles Gyer (terapista)...

Il pianto di un neonato è spesso interpretato dai genitori e dagli adulti come un indicatore di allarme. Francamente non è l’unica possibilità interpretativa. Ciò che osserviamo è comunque condizionato da noi stessi. La trasmissione è quindi un elemento da non trascurare. Ci sono bambini che possono arrivare a piangere in media anche 2 ore al giorno. È un linguaggio legato alla fame, all’igiene, all’ assenza di contatto ed infine al dolore. Detto ciò, moderare i propri comportamenti è la vera sfida per il genitore. Per...

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