16 Nov FRATTURE DA STRESS
I meccanismi che inducono questa frattura sono legati alla pratica dell’esercizio fisico-sportivo e dell’allenamento; le fratture da stress sono sempre il punto finale di una sequenza di sovraccarichi, anche se a volte sono determinate da fattori casuali.
Per i corridori, nel 60-75% dei casi, questo fenomeno deriva da errori, sia legati all’intensità che al volume di allenamento, che impediscono l’adeguato recupero; scarpe errate, che ammortizzano lo shock in maniera insufficiente, usate su terreni aspri ed irregolari, contribuiscono all’innesco di patologie per l’arto inferiore. Questi fattori, accoppiati a fenomeni di mal allineamento o ad errori biomeccanici aggravano la predisposizione.
Per i corridori non allenati esiste un problema aggiuntivo, che è rappresentato dal deficit muscolare degli arti inferiori; questo porta ad una riduzione dell’assorbimento delle forze da impatto da parte dei tessuti molli.
Il sovraccarico sui tessuti porta ad una deformazione plastica dell’osso; quest’ultimo è un tessuto dinamico che si modella continuamente in risposta allo stress meccanico.
I processi coinvolti nella fase di modellamento sono il riassorbimento e la proliferazione.
Un carico di lavoro con esercizi adeguati ed equilibrati, induce a rafforzamento dell’osso, da considerare importante come prevenzione e cura dell’osteoporosi.
Particolari stress angolari sembrano determinare difetti ossei con conseguenti fratture da stress; esistono 2 teorie in merito al fenomeno casuale.
- un allenamento così intenso porta i muscoli in uno stato di esaurimento (fatica) in modo tale da non aiutare lo scheletro ad assorbire lo shock. Lo sforzo viene interamente scaricato sull’osso causando una frattura.
- i muscoli contratti determinano un inclinazione dolce e progressiva dell’osso. Quando l’allenamento è di alta intensità si ha un superamento delle capacità dell’osso di sopportare lo stress nel tempo.
Si possono avere 4 tipi di fratture da fatica:
- obliqua (la più comune)
- in compressione
- trasversale (la più grave qualora vi sia una dislocazione)
- longitudinale (la più rara)
Sintomi delle fratture da stress
In un primo stadio il dolore compare durante l’attività sportiva e scompare a riposo.
In un secondo stadio il dolore continua per ore e spesso compare anche la notte.
Cura e trattamento
Il trattamento è chirurgico, nel caso di pericolo di spostamento (collo del femore), altrimenti il trattamento prevede riposo per un periodo variabile in rapporto al segmento osseo interessato. Il riposo va inteso come “attivo” e si associa ad esercizi muscolari con carico e senza carico per inibire il decadimento del tono muscolare.
Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/traumatologia-ortopedia/fratture-stress.html